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  ARTICOLI luglio 2021
 
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Export e nuove imprese si riparte con fiducia

cna
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Michele Matteucci nuovo presidente.
Bordoni riconfermato
segretario provinciale
PESARO -
Si è conclusa oggi con l’elezione del nuovo presidente e degli organismi direttivi, l’Assemblea elettiva della CNA di Pesaro e Urbino; la 22esima nei 74 anni di storia dell’associazione degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori che si è svolta all’interno dell’azienda Neomec di Pesaro.
L’iniziativa di questa mattina, alla quale hanno partecipato tra gli il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il segretario nazionale della CNA, Sergio Silvestrini, giunge al termine di un mese e mezzo di campagna congressuale che ha provveduto al rinnovo dei presidenti delle associazioni di mestieri e dei territori. La 22esima assemblea congressuale, dopo l’inno di Mameli ed un filmato celebrativo sui 74 anni dell’associazione realizzato da Cna Cinema e Audiovisivo Marche, si è aperta con il saluto del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci che ha ricordato l’importanza di un’associazione storica come la CNA. “Abbiamo tutte le carte in regola – ha detto Ricci - per sostenere il lavoro. Credo che però, sarà necessario effettuare anche degli investimenti pubblici per non perdere tanta ricchezza e lavoro”. A parlare dell’importanza della piccola e media impresa nel sistema economico regionale anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha ricordato “come le sfide si vincono assieme e quanto sia importante il lavoro di intermediazione e di rappresentanza svolto da associazioni come la CNA”. Nel corso dell’assemblea, che ha visto anche la partecipazione dei consiglieri regionali, Andrea Biancani, Micaela Vitri e Nicola Baiocchi e di numerosi sindaci della provincia, sono intervenuti anche il presidente del Confidi Uni.co. Maurizio Paradisi- che ha rivendicato il ruolo svolto dall’ente di garanzia, soprattutto in questo periodo difficile di pandemia nel consentire a molte piccole imprese di resistere a fronte di un sistema bancario che spesso invece ha girato le spalle a questa realtà. Il ruolo di rappresentanza e di sostegno al mondo delle PMI è stato evocato anche dal presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, ente che ha stanziato numerosi fondi, anche ad inizio pandemia per sostenere le piccole imprese e che invoca un grande gioco di squadra per rilanciare la nostra economia. E’ stata poi la volta del presidente uscente, Alberto Barilari, alla guida della CNA per 8 anni ma che per il suo importante lavoro, è stato nominato presidente onorario, il primo nella storia dell’associazione. “Nella sua relazione temi importanti come la ripartenza e la sostenibilità, ma anche l’orgoglio di aver fatto un lavoro difficile e di risanamento in piena tempesta. “Oggi - ha detto - sono in scadenza ma lascio un’associazione pronta per le sfide future. D’ora in poi lo si farà in modo sano e pulito. Ed ancora la CNA è un grande gruppo che non lascia gli imprenditori soli. E’ la vittoria della democrazia che come ha dichiarato il presidente uscente, caratterizza questo gruppo”. “Tutta in positivo la relazione del segretario Moreno Bordoni, riconfermato alla guida dell’associazione per altri quattro anni. “I segnali dell’export nel primo trimestre sono importanti per le Marche e straordinari per la provincia di Pesaro Urbino: +3,3% nelle Marche e +21% nella nostra provincia. Questo significa che i nostri imprenditori hanno iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel”. Ed ancora “Le nostre imprese ci hanno dimostrato che non hanno bisogno di elemosine ma hanno bisogno solo di essere messe nelle condizioni di fare il loro lavoro che sanno fare come nessun altro al mondo. Chiedono che le risorse che arriveranno dal Recovery plan vengano investite in maniera seria e, soprattutto nel nostro territorio, in progetti infrastrutturali materiali ed immateriali. Questi, insieme alla battaglia contro la burocrazia e la tassazione, saranno il volano vero di ripresa nella seconda parte dell’anno e nella prima parte del 2022”.
Tema ripreso nella sua relazione finale anche dal segretario nazionale, Sergio Silvestrini. “La prima grande riforma che chiediamo è quella della burocrazia”. “Chiediamo che si spendano bene le enormi risorse che abbiamo a disposizione. Il Pnrr è l’elemento qualificante per poter dare al paese una distonia positiva e una potente inversione del ciclo economico: questo è il richiamo forte che stiamo facendo ormai da settimane a tutto il Governo. E poi certamente la riforma della burocrazia. Serve un atteggiamento potente e distruttivo di una condizione che è sempre più complessa, difficile ed inaccettabile. Occorre trovare un atteggiamento diverso perché quando i nodi non si sciolgono, si tagliano. Servono intelligenza e risolutezza per aiutare i nostri imprenditori a fare bene quello che sanno fare”. Secondo il numero uno della Cna le piccole-medie imprese italiane sono pronte a raccogliere la sfida del Pnrr che guarda in particolare a internazionalizzazione, digitalizzazione e transizione ecologica. “Credo che il nostro mondo abbia capito che questo è un settore non solo innovativo ma ad alta profittabilità perché la qualità del consumatore, le esigenze della comunità vanno in quella direzione- conclude Silvestrini- fare un investimento ecologico, green e verde è diventato un investimento di profittabilità non solo di cultura. E credo che le nostre imprese faranno questo passo. Sta anche a noi dare consiglio, aiuto e prospettive in questo percorso di cambiamento”. Al termine è stato eletto il nuovo Presidente della CNA di Pesaro-Urbino. Si tratta di Michele Matteucci, 41 anni di Rio Salso (Tavullia); imprenditore del settore lego-arredamento titolare dell’impresa Matteucci Wood System con sede a Montecarlo in Foglia. “Sono molto emozionato perché mi assumo un incarico importante. Arriviamo da una pandemia difficile, quindi cercheremo di portare a termine i progetti già avviati e faremo da tramite per coloro che avranno bisogno dalla nostra organizzazione. La sfida che affronteremmo è quella della ripartenza: in ballo c’è il nostro futuro e non possiamo perdere il treno”.


   
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La frattura del gomito
salute
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1- È ricorrente in chi fa sport?
La frattura del gomito può accadere in sport di contatto quali il rugby, football americano ed arti marziali, ma risulta molto frequente in pratiche sportive come il pattinaggio, lo skateboarding e il ciclismo.

2- È davvero dolorosa come sembra?
In base alla tipologia della frattura, alla sua localizzazione articolare e in base al grado di gravità una frattura del gomito può essere più o meno dolorosa.

3- Di quanti tipi ce ne sono? Che cosa si può rompere?
Le tipologie di frattura sono molteplici, possiamo riassumerle in:
● frattura composta/scomposta
● frattura chiusa/esposta
● frattura completa/incompleta(infrazione)
In base alla loro gravità:
● Tipo I
● Tipo II
● Tipo III
In base alla localizzazione anatomica:
● frattura sovracondiloidea dell’omero
● frattura del capitello radiale
● frattura dell’olecrano
● frattura dell’epitroclea
Tipicamente questi tipi di infortunio avvengono per impatto diretto sul gomito o, con più frequenza, con la tipica caduta a terra “in protezione” sul palmo della mano con gomito in estensione.

4- Sempre raccomandato l’intervento chirurgico?
Per la maggior parte delle fratture (quanto meno per quelle non scomposte) un gesso (almeno 30 giorni) che immobilizza la parte lesa sarà più che sufficiente per recuperare in modo rapido ed efficace.
Diverso è il caso di una lesione epitrocleare o olecranica: in questo caso un frammento della frattura si è spostato in modo pericoloso e deve necessariamente essere fissato con l’ausilio di un chiodo metallico (nel caso della epitrocleare) oppure con un filo di Kirschner (per la olecranica). Il filo di Kirschner è una particolare sottile asta di acciaio inossidabile, che può essere facilmente lavorata dal chirurgo con l’ausilio di particolari pinze.

5- Una frattura particolarmente brutta può compromettere la funzionalità dell’articolazione?
Una frattura del gomito potrebbe provocare dei problemi anche nel medio, lungo periodo, quali:
● Instabilità cronica: la stabilità del gomito risulta compromessa ed aumenta la possibilità di soffrire di fastidiose lussazioni
● Artrosi: la cartilagine e l’articolazione stessa possono soffrire di stati degenerativi che provocano dolorose infiammazioni
● Rigidità della giuntura: una frattura grave, ad esempio una multipla o scomposta, compromette la flessione e l’estensione del gomito.

6- Visto l’appoggio del braccio sul manubrio, quali sono i requisiti minimi per poter riprendere l’attività?
Tra i requisiti fondamentali ci sono sicuramente la ripresa della piena mobilità articolare e della forza muscolare.

7- In riabilitazione quali sono gli ostacoli più frequenti?
Il gomito è una delle strutture osteoarticolari più complesse da trattare. Il percorso riabilitativo deve essere immediato dopo la rimozione del gesso o dall’eventuale operazione chirurgica. La complessità sta nella difficoltà di calibrare la giusta intensità della riabilitazione. Un approccio
moderato può rallentare i tempi di recupero facilitando situazioni di rigidità, un iter più deciso può allo stesso tempo agevolare la formazione di calcificazioni anomale con dolore.

8- Quali sono gli esercizi da fare?
I movimenti su cui concentrarsi sono chiaramente la flesso-estensione, fondamentale per i gesti della vita di tutti i giorni come mangiare, lavarsi le mani o pettinarsi, e la prono-supinazione importante per far sì che questi gesti siano armonici.

9- Quanto è dolorosa la riabilitazione?
In base alla tipologia di infortunio e al tipo di trattamento effettuato (intervento conservativo o chirurgico) il dolore nella rieducazione può variare, pur rimanendo soggettivo.

10- Serve più tempo per la calcificazione dell’osso o per riprendere la funzionalità?
Mediamente la riparazione di una frattura avviene tra i 20 e i 40 giorni. Detto questo, anche se la riabilitazione da frattura di gomito avviene immediatamente dopo l’immobilizzazione da gesso o nel post chirurgico, le tempistiche per la ripresa della funzionalità del gomito sono sicuramente più lunghe.

11- Quali precauzioni vanno comunque adottate, tipo tutori o protezioni, alla ripresa della attività sportiva?
Alla ripresa dell’attività sportiva, l’utilizzo di una protezione o di un tutore, aiuta più a livello psicologico che a livello pratico.

Dr. Andrea Gadda
Fisioterapista
Laureato in Scienze Motorie
Dott. Maurizio Radi
Viale XXIV Maggio n.78
61121 Pesaro
Tel.: +39 0721 33998/958
email: maurizio@fisioradi.it
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