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<Lunedì, 09-Ago-2010 4:41 PM
  ARTICOLI agosto 2010
 
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UNITA’
l'articolo
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Come potrete notare, sfogliando qualsiasi giornale, ad agosto non succede mai niente, perché tutti sono troppo occupati a credere di non essere schiavi egizi.
Dato che a Pesaro non succede niente neanche negli altri undici mesi dell'anno, sono nuovamente costretto a parlare della Festa dell'Unità, che come sapete adesso si chiama Festa Pesaro.
Francamente non mi importa granchè della festa dell'unità (non ho voglia di mettere le maiuscole con questo caldo, quindi se le mette il correttore automatico bene, sennò immaginatevele), non per qualche reazionaria convinzione politica, non per qualche sterile polemica intellettuale, ma perché ogni anno si parla di 'sta benedetta festa di partito, spacciata per festa paesana, e francamente non credo ci sia più niente da aggiungere (se non che quella pizza con tutto il possibile sopra è ottima).
In fondo, potete fare un sacco di cose, se proprio siete di quei rari ossi duri che ancora si ostinano a disertare un evento per qualche convinzione politica, o morale, o religios,a o quel che è. Ad esempio, questo magnifico cruciverbone, adatto alla vita sotto l'ombrellone o ai periodi di reclusione da Unity Fest.
Se non vi torna qualcosa, è perché crearlo è più difficile che risolverlo, soprattutto se siete lì lì per finire Final Fantasy con la Playstation...

ORIZZONTALI
1. Il bello di Agosto
6. Canale noioso 2000
9. Giocava bene o male, andava in nazionale
11. …lere …lare
12. Lo paghi se hai la macchina
13. Ok disgiunto da comune congiunzione
15. Salsa di pomodoro con carne
16. Lo dice il cavernicolo
17. Lo era il tenente Worf
19. Famosa squadra di Atene
21. Agricoltura che esclude OGM e molto in voga al momento (abbrev.)
22. 11 orizzontale senza congiunzione
24. Emittente inglese
25. Raggi alcolici se spremuti
26. Collega di Solibello
28. Un germanico
29. Può esserlo il vino, ma lo è da sempre Ferrara
32. Un tempo forniva notizie
33. La formica

VERTICALI
1. La racconta il politico
2. Peter Parker lo è super
3. Fatte di nuovo senza fatte
4. Vorrei averci il conto
5. Esclamazione di Silvio ripetuta e rafforzata
6. Sugo ricco di consonanti
7. Metto in atto
8. Simbolo orientale
10. Parola che non esiste (non cercate di azzeccarla)
14. It took Joey's baby away
16. Come quella orizzontale (è pur sempre una lettera sola, quindi mettete quello che volete)
18. Ne è priva la Festa dell'Unità
20. Nome in codice di mio zio Ignazio
23. Famosa la sua ira (se siete dei nerd)
24. Dipartimento di polizia di Brindisi se fossimo negli USA
25. Precede spesso guagliò
26. Grande Gigante Gentile tedesco
27. Rock 'n' oll
30. Famosa casa editrice senza on e senza ogno
31. Esclusivo, inclusivo.


 

Diego Fornarelli

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ALEXANDER MUSEUM PALACE HOTEL
LUOGO MAGICO E SUGGESTIVO
l'intervista
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PESARO - La storia dell'Alexander Museum Palace Hotel, sito in viale Trieste 20, è legata indissolubilmente a quella di Alessandro-Ferruccio Marcucci Pinoli Conte di Valfesina, Nani per gli amici, avvocato, ambasciatore, console, imprenditore, collezionista, scrittore, poeta e scultore. Grazie al suo spirito e alla sua personalità eclettica e innovatrice, il Conte è riuscito a miscelare la miglior tradizione alberghiera (è proprietario di 6 alberghi, di cui 3 a Pesaro e 3 ad Urbino) con l'amore per l'arte, unendo all'hotellerie di lusso il concetto di una mostra permanente. L' Alexander Museum Palace Hotel è frutto del lavoro complesso di un'equipe di ingegneri, architetti e artisti, sia famosi che emergenti. Un luogo magico e suggestivo, dove il piacere estetico si unisce alla bellezza e dove il benessere e l'arte sono tutt'uno. Caffè letterario, meta privilegiata di critici e scrittori di passaggio a Pesaro, nonché location d'eccezione di mostre, dibattiti, conferenze, aste ed eventi culturali, l'albergo raccoglie opere di: Giò Pomodoro, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Gino Marotta, Primo Formenti, Simon Benetton. Dunque un'esperienza dei sensi. Infatti ogni stanza, ogni angolo, ogni parete è un pezzo unico e irripetibile. Ci si sveglia in un'opera d'arte, ci si addormenta con il rumore delle onde.
D. Conte Marcucci Pinoli, perché è nato l'Alexander Museum Palace Hotel?
R. L'Alexander Museum Palace Hotel non è nato all'improvviso, ma è il frutto di un mio lungo percorso. Avevo già 5 alberghi, quindi una vasta esperienza nel campo e, inoltre, un grande amore per l'arte, soprattutto contemporanea, fin da ragazzo. E' stato questo amore che mi ha portato a visitare tantissimi musei in tutto il mondo e tante gallerie. Io stesso ho fatto disegni e pitture, poi quadri materici, sculture e installazioni.
D. Quando ha deciso di realizzarlo?
R. Dopo essere ritornato in Italia dal mio incarico di ambasciatore in Bolivia. Nella primavera 2004. Ho messo un'inserzione sul giornale, cercavo artisti per fare tutte le camere, hanno risposto in 266 da ogni regione d'Italia, tra questi 80 hanno mandato il loro catalogo, io ne ho scelti 50. L'albergo è dotato di 63 camere, 50 sono state realizzate da questi artisti, 13 da altri che i miei amici critici d'arte mi hanno segnalato. Ho lavorato 4 anni con loro, passando dei momenti intensissimi e, a volte, anche difficili.
D. Particolarità dell'Alexander Museum Palace Hotel?
R. Intanto la grandezza, infatti l'albergo è su 9 piani. Le porte delle camere sono opere d'arte, tutte diverse una dall'altra, ogni porta è un quadro e ogni corridoio è una galleria. Si entra dentro la porta e si dorme dentro l'opera d'arte. Questo non succede in tanti alberghi d'arte dove i proprietari comperano quadri e li attaccano alle pareti. Qui i clienti vivono dentro un'opera. Ho creato una vera opera futurista. I futuristi volevano uscire dalla cornice e far vivere il quadro, nella realtà, qui i clienti entrano nel quadro e ci vivono, ho cercato di fare questo. Sono riuscito a realizzare un'opera unica alla quale hanno lavorato in tanti, dando ognuno il proprio contributo. Un'altra particolarità di questo albergo è che tutti hanno lavorato su commissione. Io credo molto nella committenza. Una volta c'erano i grandi committenti, adesso si tende a comperare quello che è già pronto. Quanto acquistato si mette lì, sperando di essere in possesso di una grande opera, ma in realtà non sempre gli artisti si esprimono al meglio.
D. Dunque un sogno…
R. Sì, ho realizzato questo mio sogno. Su questo albergo sono state già discusse 4 tesi di laurea da altrettanti studenti universitari, la quinta sarà discussa a breve, in ottobre-novembre, la sesta in febbraio.
D. Il rapporto dei suoi clienti con Pesaro?
R. I clienti che vengono da noi spesso desiderano soggiornare in camere firmate da un determinato artista, poi, quando sono qui, chiedono: "Dov'è Pesaro?"
D. Cosa offre Pesaro al turista?
R. Pesaro è una città d'arte, può offrire molto. Lo sa che è la città italiana con il maggior numero di librerie? A Pesaro si svolgono 5 festival rinomati, ci sono 2 biblioteche fornitissime, 5 musei importanti.
D. Eppure c'è chi si lamenta…
R. Non è colpa del comune se la città non sempre appare bene. I cittadini dovrebbero fare la loro parte, dovrebbero tenerci di più, basterebbe anche solo raccogliere la carta da terra, come faccio io…
D. Cosa dire ancora dell'Alexander Museum Palace Hotel?
R. Questo è un albergo che una volta inaugurato non è mai finito. E' un'installazione, una performance di 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno. Ci sono 2 mostre al mese (attualmente si sta svolgendo: "OPERE PRIME OPERE ULTIME", la mostra di Nanni Valentini), dibattiti, conferenze sull'arte. Qui vengono ospiti che vogliono espressamente vedere le opere di artisti del calibro quali: Pomodoro, Cucchi, Paladino, Chia… ma anche clienti tradizionali, o altri che vogliono trascorrere una vacanza al mare. L'albergo è iscritto all'AMACI, Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani. Qui è investito un capitale enorme. I prezzi sono accessibili per un 4 stelle e variano a seconda della vista mare e della categoria. Il ristorante attira molto per la bravura del cuoco. Abbiamo molti ospiti che vengono a cena da noi dal venerdì alla domenica, ovviamente su prenotazione.
D. Per concludere?
R. Invece del centro benessere o Spa che hanno tutti, contiamo su una "mens sana in corpore sano". Molti artisti si riuniscono da noi, tengono corsi di disegno dal vero, di pittura e non solo. Inoltre, da novembre abbiamo il jazz il venerdì, da marzo il cineforum.
Si può proprio dire che il nostro è un albergo unico e diverso dagli altri.
Rosalba Angiuli

 

Rosalba Angiuli

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HOTEL EXCELSIOR
IL PRIMO 5 STELLE DELLA REGIONE
l'articolo
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PESARO - E' stato presentato ufficialmente, sabato 24 luglio 2010, alla stampa e alle autorità locali, l'Hotel Excelsior, lungomare Nazario Sauro, il primo cinque stelle delle Marche. Sono intervenuti: Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, sindaco di Pesaro, Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati e Nardo Filippetti, imprenditore pesarese proprietario dell'Hotel Excelsior e presidente di Eden Viaggi, secondo tour operator italiano.
L'Hotel Excelsior, frutto di un progetto dell'architetto pesarese Marco Gaudenzi, ospita 49 camere, concepite come fossero suite, il ristorante gourmet '59, il Cafè con ampio dehors affacciato sul mare e il Lido, spiaggia privata dell'Hotel, un centro congressi ed una spettacolare Spa che, con i suoi 500 mq di superficie, è sintesi di accoglienza e di benessere.
Il personale è composto da 50 addetti; ristorante, Cafè e Spa, aperti tutto l'anno, sono servizi proposti alla cittadinanza, per ribadire il legame a doppio filo dell'Excelsior con il territorio. La regia di Andrea Fogli, nella progettazione degli spazi e nel disegno degli arredi, sta alla base dell'effetto che l'Hotel riesce a comunicare, le cui atmosfere ricalcano gli anni '50.
"Con la ristrutturazione dell'Hotel Excelsior" - ha esordito il sindaco Luca Ceriscioli - "il processo di riqualificazione delle strutture alberghiere pesaresi, avviato in questi anni, ha raggiunto il suo apice. Dopo anni di immobilismo, grazie al coraggio degli investitori privati e dell'Amministrazione comunale, iniziano a vedersi i risultati. Da una parte, si punta al mantenimento delle destinazioni d'uso turistico ricettive già esistenti e alla loro riqualificazione, dall'altra a favorire investimenti che producano ulteriore impulso al turismo".
Il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ha aggiunto: "Qualità, unicità, rispetto dell'ambiente: sono queste le parole d'ordine per una proposta turistica d'eccellenza. Poter avere un Hotel a 5 stelle rappresenta per le Marche un ulteriore passo in avanti nel segno di un'offerta sempre più completa, capace di soddisfare un'ampia gamma di turisti, sia sul mercato nazionale che su quello estero. Le Marche sono terra di eccellenze, nostro obiettivo è migliorare sempre di più queste già ottime performance, puntando su promozione e riqualificazione delle strutture ricettive" - e ha concluso - "la strada che abbiamo imboccato per fare del turismo il nuovo motore di sviluppo della nostra economia è quella giusta, e progetti come quello realizzato da Nardo Filippetti, con il suo Hotel Excelsior, non possono che rafforzare questa nostra strategia".
"L'imprenditoria è il tema del giorno" - ha sottolineato il vicepresidente della Camera dei Deputati Maurizio Lupi, ponendo l'accento sull'esempio che viene da un progetto che spinge a guardare al bicchiere mezzo pieno dal bicchiere mezzo vuoto. Diverse famiglie, come quella di Nardo Filippetti, hanno fatto impresa, crescendo e lanciando la sfida al mercato globale".
Infine, l'artefice di tutto questo, Nardo Filippetti, ha ricordato con emozione il percorso, fatto da lui, dalla mamma Wilma e dal fratello, fin dalla gavetta, dopo la morte del padre, avvenuta prematuramente quando lo stesso quando aveva solo 13 anni. Dagli esordi con l'Hotel Vienna, nel lontano 1968 e dalla decisione di acquistare l'Excelsior per vincere una sfida con se stesso e con il territorio.
"La cosa più importante - ha poi affermato Filippetti - è accogliere i clienti con il sorriso e con gentilezza e capire che il turismo non è delocalizzabile, deve restare in Italia. Infatti, su più di cinquecentomila partenze organizzate dall'Eden viaggi, soltanto ottantamila sono all'interno dell'Italia. Abbiamo bisogno anche del sostegno delle banche, perché il ritorno di simili investimento avviene dopo una ventina d'anni. Inoltre, dobbiamo abbattere la burocrazia che rende lentissime in Italia tutte le procedure per ristrutturare gli alberghi e riqualificare così il turismo dell'intera nazione".

 

Rosalba Angiuli

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