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<Mercoledì, 18-Gen-2012 7:12 PM
  ARTICOLI gennaio 2012
 
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QUELL’ULTIMO CENTIMETRO
l'articolo
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Sisifo spingeva un masso su una ripida montagna. Al culmine del monte il masso precipitava sempre a valle e Sisifo riprendeva la sua fatica per l'eternità. Molti italiani si sentono come Sisifo. Sono i più cocciuti, coloro che si ostinano a pensare con la loro testa. Spingono il loro masso, piccolo o grande, ogni giorno. Vivono divisi tra rabbia (quella miscela interna che pretende ad ogni costo il cambiamento e la giustizia) e la frustrazione per ritrovarsi al punto di partenza con la Santanchè in prima serata. Non capiscono e non si adeguano. La risposta "E' sempre stato così!" gli fa venire il sangue agli occhi e rovinare antiche amicizie. E allora penso a Pertini, ai lunghi anni di carcere durante il fascismo trionfante. Al rifiuto della richiesta di grazia. Chi avrebbe allora scommesso sul crollo della monarchia imbelle dei Savoia e del fascismo? Chi avrebbe creduto che un carcerato sarebbe diventato Presidente della Repubblica?
Sisifo è un eroe moderno. Rappresenta tutti coloro che lottano per "quell'ultimo centimetro" citato da Al Pacino nel film "Ogni maledetta domenica" nel discorso alla squadra:
"Non so cosa dirvi davvero. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno dopo l'altro, fino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso "certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare"... Sapete con il tempo, con l'età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri... Perché... il margine di errore è ridottissimo. Mezzo passo fatto in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate... Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi... ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che vi sta accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente... Allora, che cosa volete fare?".
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento.

 

Tratto dal blog di Beppe Grillo
www.beppegrillo.it

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MARCO GAUDENZI
l'intervista
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D. Architetto Marco Gaudenzi, può tracciarci una sua nota biografica?
R. Sono nato a Pesaro il 17 dicembre 1949, ho frequentato il liceo classico e ho conseguito la laurea in architettura all’università di Roma nel 1976.
Da studente ho lavorato come disegnatore presso diversi studi e con uno studio associato ho prestato servizi di disegno a imprese e architetti.
Nel 1973 ho fondato lo studio Tamino-Gaudenzi e associati con l’architetto Marco Tamino, con cui ho collaborato fino al 1999, operando in tutti i campi della progettazione architettonica, partecipando a concorsi, realizzando un numero notevole di opere per la committenza privata e pubblica e ottenendo riconoscimenti tra gli operatori, le riviste di settore, le manifestazioni.

D. Da quanto tempo ha rilevato lo studio?
R. Dal 1999 l’ho rilevato come Marco Gaudenzi e Associati. Ho mantenuto la maggior parte dei collaboratori già presenti e ne ho inseriti altri.

D. Cosa si progetta?
R. Si progettano e realizzano opere in tutti i campi dell’architettura.
L’attività progettuale si sviluppa ulteriormente nella progettazione strategica urbana, nella progettazione di porti sulla costa Adriatica, nella progettazione di grandi strutture alberghiere.

D. Tra i suoi progetti ci sono stati quelli del Porto Turistico di Baia Vallugola e l’Approdo Turistico Di Pesaro.
R. La messa in ordine dei porti che sono in stato di degrado è di basilare importanza per il turismo, specie in una zona di notevole bellezza naturale come quella della nostra città. Nella costa adriatica i siti più belle sono quelli di Trieste, Venezia, Pesaro, Ancona e Vasto. Dunque a Pesaro è essenziale agire per permettere alla città di evolversi.

D. Come sarà il porto di Pesaro alla fine dei lavori?
R. Alla fine dei lavori, la zona assumerà un aspetto che permetterà di rafforzare sia le attività commerciali che quelle cantieristiche e da diporto. Come previsto dal piano regolatore sarà realizzato il prolungamento del molo di levante di 260 metri, la costruzione di un molo di sottoflutto di 210 metri e la demolizione di una parte del molo di Ponente. Questi interventi consentiranno di allargare l’imboccatura del porto fino a 115 metri, consentendo così una maggiore funzionalità dello scalo pesarese.

D. Quale sarà la funzione della nuova darsena?
R. La costruzione della nuova darsena adiacente al cantiere navale, che sarà terminata entro l’anno in corso, farà in modo che si realizzi il trasferimento del traffico commerciale che attualmente si svolge in Calata Caio Duilio, che sarà destinata all’attracco di passeggeri che arrivano e partono per la Croazia. La parte storica del Porto, appunto la Calata Caio Duilio, naturalmente collegata al lungomare, amplierà lo spazio destinato all’accoglienza turistica.

D. Il nuovo assetto del porto di Pesaro darà respiro anche al Cantiere Navale di Pesaro?
R. La cantieristica è un’attività commerciale del Porto di Pesaro. In questo settore operano varie aziende, alcune delle quali ai vertici della produzione nazionale deportistica e commerciale. E’ certo che il nuovo porto darà lavoro al Cantiere Navale, specializzato nella costruzione di motocisterne e motogasiere di medio e grosso tonnellaggio. La cantieristica Raffaelli realizza invece unità da diporto (marcatura CE) inferiore ai 24 metri.

D. Per concludere?
R. Il porto di Pesaro è un luogo della città, un posto interessante con una certa potenzialità per svilupparsi. La gente ama il porto e un porto dentro la città come il nostro può essere solo positivo.

 

Rosalba Angiuli

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IL CARNEVALE DEI RAGAZZI
l'intervista
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PESARO – E’ tempo di Carnevale, ne parliamo con: Alfredo Caldari, Coordinatore del Comitato Promotore e Filippo Leonardi, Membro dello stesso.
D. Quando è nato il “Carnevale dei Ragazzi” a Pesaro?
R. Il “Carnevale dei Ragazzi”, che nel 2012 festeggia la sua 55esima edizione, è nato nel 1958, per iniziativa del Vescovo Luigi Carlo Borromeo, e per coinvolgere le parrocchie della città. Negli anni settanta l’evento ha subito un periodo di calo, così sono intervenuti gli scout per dargli nuova linfa vitale; poi hanno ripreso ad occuparsene le comunità parrocchiali. Obiettivo dell’evento è perpetuare lo spirito del Carnevale attraverso allegorie e travestimenti semplici, con particolare riguardo al mondo dei ragazzi. In alcuni anni sono state interessate le scuole elementari con il concorso “Colora il Carnevale”.
D. E’ facile portare avanti questa manifestazione?
R. Non è semplice, ci sono problemi relativi alla sicurezza, è diminuita la capacità di realizzare manualmente le allegorie, gli animatori delle parrocchie si devono confrontare con la minore capacità di lavorare rispetto al passato e stanno emergendo le realtà di periferia rispetto al centro storico.
D. Quando si inizia a progettare un carro?
R. La progettualità comincia a settembre-ottobre. Si cerca il tema legato al mondo dei ragazzi, si decide in che modo rappresentarlo. Poi si inizia la lavorazione dei pezzi che comporranno le allegorie. Il carro è assemblato poco prima della sfilata prevista per l’ultima domenica di Carnevale, tempo permettendo, oppure la prima domenica di Quaresima.
D. Qual è il simbolo del Carnevale di Pesaro?
R. Il simbolo del Carnevale di Pesaro è “Rabachèn, principe dell’allegrìa e del buonumore”, in vernacolo: “confusione, chiasso”. “Rabachèn” porta in capo un’alta tuba, ha una maschera nera, veste un paltò rosso a coda di rondine, scarpe con fibbia, calzini bianchi, calzoni neri all’altezza dei polpacci e ha medaglie sul petto. La sua compagna è “La Cagnera”, in vernacolo: “litigio”, una figura femminile abbondante, con mascherina rossa, guanti bianchi e veletta che ne nasconde il volto.
D.Quali sono i luoghi della manifestazione?
R. La sfilata ha inizio sempre alle ore 15 e si svolge nel percorso: viale Gramsci, Piazzale Matteotti, via Cialdini e via Manzoni. Successivamente il corteo, composto da centinaia di figuranti, si immette in via San Francesco per raggiungere piazza del Popolo, sede finale della festa.
D. Nell’ambito del Carnevale quali sono alcuni personaggi da citare?
R. Possiamo citare: Agostino Ercolessi, direttore didattico, “esperto” nella lavorazione della cartapesta; Antonio Nicoli, poeta dialettale pesarese, don Silvano Pierbattisti, allora segretario del Vescovo Borromeo. Datosi che il Carnevale tende anche a mantenere viva la tradizione del dialetto pesarese, altra figura importante è Vittorio Cassiani addetto stampa e speaker della manifestazione, oltre che memoria-storica del “Carnevale” . Inoltre: Renzo Paci, Ernesto Preziosi, Simone Baiocchi ed ultimamente Daniele Leonardi, che hanno impersonato “Rabachèn” e Anna Maria Petrilli che ha impersonato “La Cagnera”.
D. Chi finanzia il Carnevale?
R. C’è una lotteria che permette al Comitato Promotore e alle Parrocchie di autofinanziarsi e di sostenere le spese dei dolciumi che vengono lanciati, dei costumi, ecc…
D. La partecipazione è aperta a tutti?
R. Certamente, basta che ci sia la voglia di mettersi in gioco. La partecipazione è sempre alta, ci sono dai 10 ai 15 gruppi dai 40 ai 160 elementi ciascuno, C’è anche il contributo di diversi gruppi di volontariato. L’amministrazione Comunale, l’ASPES e, negli ultimi anni Pesaro Parcheggi, intervengono offrendo alcuni servizi logistici essenziali.

 

 

Rosalba Angiuli
Foto di repertorio di Danilo Billi
www.pesaroclick.it

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